4 spunti di analisi su comunicazione e design dai mondiali di calcio

i temi di comunicazione e design dei mondiali di calcio 2018

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I mondiali di calcio FIFA 2018 non sono solo una semplice manifestazione sportiva. Per capire ciò, basta vedere le lacrime dei giocatori di Panama durante l’ascolto dell’inno nazionale prima della partita col Belgio, o il presunto terremoto provocato dall’esultanza dei tifosi del Messico.

Un evento di tale portata presenta ovviamente numerose dinamiche legate al mondo della comunicazione e del design. In questa lista ho raccolto alcuni piccoli temi che sembra mi sembra possano essere definiti interessanti. Sono elementi chiaramente riscontrabili durante la normale visione della partita, senza andare a scomodare le tematiche relative ai social, all’attualità russa e, soprattutto, alla mancanza dell’Italia dalla competizione.

La sigla in stile Game Of Thrones

All’inizio delle trasmissioni televisive legate ai mondiali è possibile vedere questa sigla che, in circa 40 secondi, riunisce numerosi spunti sfiziosi. Per prima cosa, è innegabile la presenza di particolari legati alla tradizione russa come il drago Zmej Gorynych, l’aquila, la statua della Madre Patria e alcuni dei luoghi simbolo di Mosca, come la Piazza Rossa.

Dal punto di vista stilistico, oltre all’influenza data dalla tradizione orafa russa, salta subito all’occhio la somiglianza con la sigla di Game of Thrones, sia per quanto riguarda l’estetica di alcuni degli elementi principali che per il susseguirsi delle varie ambientazioni.

Insomma, il messaggio pare essere che nell’immaginario collettivo i mondiali dovrebbero corrispondere a un universo fantasy in cui si scontrano le potenti famiglie del calcio globale. Il tutto, seguendo la mitologia della serie TV, si svolgerebbe a “nord della barriera”, ovvero la fredda Russia.

Kia e Altafini insieme per i Mondiali FIFA 2018

Tra una partita e l’altra spunta poi lo spot di uno dei partner ufficiali dei mondiali, ovvero Kia. Per l’occasione, la casa sud coreana si è affidata principalmente a José Altafini che, con il suo accento caratteristico, mette in evidenza le caratteristiche delle varie vetture.

È interessante considerare come Kia sia presenza fissa in numerose altre discipline, dal tennis al motorsport, compresa l’NBA. Sui temi di comunicazione legati alla pallacanestro statunitense ho già parlato in questo articolo: quello che è interessante, in questa sede, è vedere in che modo l’azienda si avvicina al pubblico durante i vari avvenimenti sportivi in diverse parti del mondo.

Se si guarda questo spot del 2017 è possibile vedere come l’attenzione sia incentrata sull’esperienza utente, più che sulla macchina in sé.

I popup grafici delle partite

Non sono un graphic designer ma, documentandosi un po’, è possibile capire come anche la grafica delle partite sia un veicolo di comunicazione in continua evoluzione. Tra le tendenze del design 2018 previste a fine 2017, ad esempio, venivano indicati l’utilizzo di pattern complessi come sfondi e font di dimensioni generose. Tutte cose che, negli elementi grafici delle partite dei mondiali 2018, sono chiaramente visibili a partire dalla schermata di riepilogo delle formazioni:

una schermata della grafica dei mondiali
mediaset

La cosa che mi pare veramente innovativa è che, forse per la prima volta nei mondiali, la grafica televisiva sfrutta totalmente la parte bassa dello schermo, difatti mandando in soffitta le grafiche leggermente rialzate dal fondo e soprattutto lontane dai bordi di destra e sinistra. Una grafica nata, insomma, per gli schermi piatti e i display di smartphone e tablet, che lascia più spazio agli avvenimenti della partita.

la grafica delle partite dei mondiali
mediaset

Il pallone con chip NFC

Due dei veicoli di comunicazione più utilizzati dagli sponsor dei materiali tecnici durante i mondiali sono le maglie e il pallone, e anche Russia 2018 non ha mancato di proporre i suoi spunti di discussione. Ancora prima dell’inizio delle partite si parlava, infatti, del successo della maglietta della Nigeria prodotta da Nike, che per molti giorni è risultata praticamente introvabile. Ancora più succosa è la dinamica legata al pallone ufficiale della competizione, visto che il Telstar 2018 di Adidas presenta al suo interno un chip NFC che permette di ottenere informazioni sui prodotti dell’azienda e altri contenuti.

il pallone adidas dei mondiali
adidas

Il pallone, quindi, diventa veicolo di comunicazione che consente di avvicinare il pubblico in maniera decisamente intuitiva, visto che basta avvicinare il proprio smartphone al prodotto per poter iniziare quella che Adidas chiama la Telstar 18 NFC Experience.

Ancora una volta, l’NBA ci aveva visto giusto se si considera che all’inizio della stagione passata Nike, sponsor tecnico della lega, aveva lanciato le magliette Connected, come mostrato in questo spot:

Con un semplice tap tra maglietta e smartphone è possibile ottenere “contenuti premium” come filmati esclusivi e le playlist preferite dei giocatori. Le informazioni, così, diventano sempre più indossabili e vicine un target che, in qualche modo, si segmenta da solo e senza l’intervento dell’azienda. Se io compro una maglietta di una squadra NBA o un pallone da calcio, infatti, è più che plausibile che sia interessato agli avvenimenti di questi sport.

Per concludere, ora più che mai ogni elemento visibile dagli spettatori durante un evento sportivo può diventare veicolo di comunicazione di messaggi commerciali (e non). I mondiali di Russia 2018 non fanno altro che confermare una tendenza che ci vede sempre più bersaglio di contenuti personalizzati e (in teoria) vicini ai nostri gusti.

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