Il nuovo lavoro gratis, tra crowdsourcing e contest online

crowdsourcing è il nuovo lavoro gratis
Crowdsourcing, contest e collaborazioni online non retribuite possono rappresentare una notevole risorsa ma anche un nuovo nome per intendere il lavoro gratis.

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Di lavoro gratis, in ambito online, ne trovi quanto ne vuoi.

E destreggiarsi tra le tante offerte farlocce che ti capitano sul web non è facile. Vieni investito da termini come crowdsourcing, crowdfunding, contest, stage, collaborazione a distanza. Ormai è impossibile non incorrere in termini del genere.

Conosci sicuramente il significato di queste parole e non sono qua per spiegarle. Quello che mi interessa, però, è il risvolto che tutte queste dinamiche possono avere sulla qualità delle attività svolte da un freelance.

Il nuovo lavoro gratis: tu intanto crea, se mi piace in caso pago

Nei giorni scorsi si è svolto l’E3, una delle manifestazioni più importanti del settore dei videogiochi, il momento in cui si concentrano gli annunci più attesi dell’anno. Tra le altre, la presentazione del gioco Beyond Good & Evil 2 mi è parsa decisamente importante per un motivo.

La creazione di parte dei contenuti audio e video, infatti, è stata affidata alla HitRecord di Joseph Gordon-Levitt. L’attore ha spiegato che la sua casa di produzione incoraggia i giocatori a creare loro stessi contenuti di valore che, se giudicati validi, saranno inclusi nel gioco a fronte di un compenso economico.

In buona sostanza, l’invito è quello di mettersi al lavoro nella speranza di essere riconosciuti degni di far parte di una produzione videoludica. Questa collaborazione collettiva volta a far sì che il proprio gioco preferito diventi sempre più bello mi pare essere una versione piuttosto distorta del crowdsourcing. Secondo quanto riportato da Kotaku, inoltre, il budget a disposizione di HitRecord è di $ 50,000. E bisogna vedere come e in che modo i fondi verranno ripartiti tra i partecipanti.

Insomma, si tratta di una forma di crowdsourcing molto simile al crowdfunding, dove si spende denaro sperando di ottenere qualcosa di soddisfacente. Un qualcosa che va oltre l’economia della reputazione o il semplice riconoscimento sociale. Potrebbe trattarsi, semplicemente, di lavoro gratis.

tizio che lavora crowdsourcing
psst: io vengo pagato per qualcosa che tu vuoi fare gratis

Dalla certezza alla probabilità di essere pagati

Secondo quanto riportato da IGN, il fatto che HitRecord sia disposta a pagare per le opere giudicate adatte a entrare a far parte di Beyond Good & Evil 2 rappresenta già un fatto positivo.

Non mi pare, però, che le cosse possano stare così. Il crowdsourcing, almeno nei videogiochi, è fenomeno che coinvolge spesso i giocatori che, coscienti dell’assenza totale di guadagno monetario, impiegano il loro tempo per migliorare i loro giochi preferiti. Nel caso del gioco Ubisoft viene inserita la probabilità di guadagno, che dà al tutto un’aleatorietà piuttosto fastidiosa. A questo proposito, Gordon-Levitt ha spiegato a Gamasutra:

Grazie alla nostra piattaforma alcuni utenti hanno guadagnato migliaia di dollari, altri centinaia. Alcuni, addirittura, decine di migliaia di dollari.

Ovviamente esiste anche la maggioranza degli utenti che, per demeriti o meno, non vede neanche un quattrino. Si potrebbe dire semplicemente che questa specie di crowdsourcing è un meccanismo che premia la meritocrazia. Il punto è, di nuovo, che l’imprevedibilità della situazione fa rientrare il tutto in un altro schema ben conosciuto nel mondo lavorativo di oggi: il contest.

L’inebriante azzardo del contest di design

Per un certo periodo ho partecipato a numerosi contest creativi con l’intenzione di monetizzare le mie competenze di graphic design. L’esperienza è stata in un certo senso affascinante per vari motivi, tralasciando le questioni relative a copyright e legalità della faccenda.

Il tutto si basa sul tempo. Devi fare in fretta perché altri possono rubarti il lavoro, e allora passi da un contest all’altro sapendo che stai facendo un lavoro mediocre ma con la speranza che, prima o poi, qualcuno accetti la tua opera. È un po’ come scommettere. Spendi tempo (invece che denaro) sperando in un ritorno che, se arriva, è spesso sproporzionato rispetto allo sforzo richiesto.

Molte volte ti ritrovi a lavorare gratis e, sapendo che hai sprecato tempo, continui a entrare in questi contest con la speranza di svoltare. Vieni preso da una frenesia che, almeno nel mio caso, somigliava proprio all’essere seduti al tavolo da poker in un casino di Las Vegas. È strano a dirsi, ma si può anche diventare dipendenti dai contest, basati soprattutto sulla realizzazione di loghi ed elementi grafici.

8, nero, dispari. Oggi non vieni pagato

Il crowdsourcing è il male del secolo? Ovviamente no

Il crowdsourcing è una grande conquista. E questo non lo dico io tanto per convinzione personale, quanto per le storie di successo basate su questo modello di produzione. È anche vero però che, come ogni fenomeno sociale, presenta delle problematiche, soprattutto quando di mezzo ci sono i soldi. A oggi sembra ci siano almeno due situazioni in atto:

  • Esempio 1: io, parte di un progetto, so fin dall’inizio che spendendo tempo per sviluppare un piccolo task otterrò da 0 a determinati Y soldi e X reputazione. Nel momento in cui il mio piccolo task viene approvato, guadagno 0 o determinati Y soldi e possibile X reputazione. Sono contento in ogni caso, perché ho partecipato a qualcosa in cui credevo.
  • Esempio 2: io, aspirante a far parte di un progetto, so che spendendo tempo per sviluppare un piccolo task otterrò potenziali Y soldi e X reputazione. Nel momento in cui termino il mio piccolo task non ho la certezza di guadagnare nè Y né X, e se rimango a bocca asciutta non è che sia molto contento.
dubbi su contest e lavoro gratis
capire se un possibile aumento di reputazione sia sufficiente per accettare un lavoro gratis non è facile. forse

Per chi si vuole avvicinare a una qualsiasi professione, il lavoro gratis può essere un veicolo di personal branding, accrescimento delle conoscenze e potenziale aumento di ricchezza (non monetaria, eh, ma forse di reputazione).

Uno potrebbe essere anche contento di aver provato a entrare a far parte di un videogioco senza riuscirci, mi pare una cosa plausibile e sensata. Quello che importa, però, è sapere cosa si vuole ottenere e, ancora meglio, comprendere in che modo è più saggio spendere il proprio tempo, la ricchezza più grande di cui si dispone.

Che mi dici, hai mai partecipato a qualche contest o hai fatto qualche esperienza non retribuita?

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