La noia è uno strumento a disposizione di copywriter e scrittori?

noia scrittura copywriter

Hai a disposizione tipo 5 minuti? Allora puoi leggere questo articolo

Nei giorni di trattative sulla nascita del nuovo governo tra Di Maio e Salvini un termine, tra gli altri, iniziava a fare capolino nelle discussioni online e offline: noia. Uno stato d’animo che, d’altra parte, è da sempre parte integrante della natura umana e che, per disprezzato che sia, non può fare a meno di affascinare.

Visto che in questo blog si parla di comunicazione e copywriting, però, in che modo è possibile collegare la noia alla scrittura?

“La noia è uno dei mali meno gravi che abbiamo da sopportare”

Marcel Proust, l’autore dell’aforisma che hai appena letto, è solo uno dei tanti autori che ha cercato, nel tempo, di parlare di noia e cercare di darle una forma o un qualche senso.

Sono sicuro che la maggior parte delle persone, prima o poi, abbia sentito quella sensazione che porta a non avere semplicemente nulla da fare o, al contrario, ad abbandonare un’attività poco interessante. Proprio qui sta il punto: la noia, oltre a essere “uno dei mali meno gravi”, può anche rappresentare qualcosa di positivo e uno strumento comunicativo.

A prima vista sembra essere un fatto che ha veramente poco senso: copywriter, articolisti, ghostwriter e tutti i professionisti della scrittura devono fare in modo che i loro testi siano interessanti, ma questo non è sempre vero. Il fatto che un testo sia interessante presuppone che ci sia la volontà che questo sia letto, capito e magari interpretato in maniera personale.

Alcuni testi, per un motivo o per un altro, presentano una scrittura che genera noia e disinteresse.

Un gattino che dorme. Che amore
gattino che dorme (inserito per motivi di SEO)

La lezione di David Foster Wallace

Lo splendido libro Il re Pallido di David Foster Wallace parla, tra le altre cose, di noia. Utilizzando il suo stile fatto di periodi infiniti e ricchi di subordinate, l’autore arriva a illustrare la potenza della noia nella scrittura. Nel capitolo nove Wallace scrive dei cambiamenti occorsi all’Agenzia delle Entrate americana durante gli anni ottanta. Cambiamenti, secondo l’autore, che avevano un impatto sulla vita di tutti i cittadini, ma praticamente sconosciuti ai più. Perché succedeva tutto ciò? Lo dice lo stesso Wallace:

“L’argomento politica e amministrazione fiscale è noioso. Enormemente, spettacolarmente noioso”.

Qui sta il punto: nel momento in cui si deve scrivere un testo ma non lo si vuole far leggere – per qualsiasi motivo – è necessario che sia noioso. Scrive ancora Wallace:

…la monotonia astrusa in realtà è uno scudo molto più efficace della segretezza. Perché il grande svantaggio della segretezza sta nel fatto che è interessante. La gente è attratta dai segreti; non può farne a meno.”

Wallace si riferiva alla Pubblica Amministrazione americana, ma evidentemente è un discorso che vale a tutte le latitudini. Basti ricordare, ancora una volta, il caos politico vissuto negli ultimi mesi, dove si è parlato di impingement, nonché di diritti e doveri del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Eppure, se ci si pensa, la Costituzione è disponibile a tutti, gratuitamente, in ogni momento del giorno e della notte (a questo link, già che ci siamo). Chiunque potrebbe andare a vedere gli articoli che governano le funzioni dello Stato e farsi un’idea chiara, eppure in pochi lo fanno. Perché? Perché è una gran noia, ecco perché.

Fin qui niente di nuovo. Ma che conseguenze ha la scrittura noiosa?

È normale che la Costituzione, così come altri fonti giuridiche, non siano scritte volontariamente in maniera noiosa. Questi testi, però, risultano tali a causa di un linguaggio tecnico che è ben poco amichevole nei confronti del lettore.

Scrivere con l’obiettivo di annoiare (magari nel caso dei documenti bancari), è comunque una tecnica piuttosto efficace, che spinge a fare altro e a ignorare una cosa esposta alla luce del sole. Lo stesso meccanismo basato sulla noia attanaglia anche il mondo dell’informazione. Annamaria Testa (che ha sicuramente più voce in capitolo di me su questi temi), in questo articolo spiega come la popolazione italiana sia ben poco informata.

Nel nostro paese, infatti, è evidente una “decrescente attitudine a prendere contatto coi fatti e coi dati”, a fronte però di una libertà totale nella scelta delle fonti. L’informazione, in teoria, è un processo che prevede un ruolo sempre più attivo da parte dell’utente, che ha la (noiosa, noiosissima) possibilità di scegliere le fonti giudicate più veritiere.

La conseguenza finale di tutto ciò è che, per sfuggire alla rottura di scatole di dover agire attivamente per potersi informare, siamo attratti dal luccichio di cose meno noiose e che ci riguardano in prima persona.

Un tizio annoiato e sbracato su un prato.
reazione tipica di chi legge questo articolo

Ora, nel mio caso questo articolo doveva essere abbastanza interessante da spingere a leggerlo fino in fondo. A te che lo hai fatto va una bella stretta di mano. Mentre a te, lettore annoiato che non finirai mai questo paragrafo, dedico un altro estratto de Il Re Pallido che ci dice che anche la noia, nella scrittura così come nella vita, ha un valore:

“…le persone viventi non parlano granché della noia. Di quelle parti della vita che sono e devono essere noiose. Perché questo silenzio? Forse perché l’argomento è, di per sé, noioso […] Io, però, ritengo che potrebbe esserci di più, enormemente di più, proprio qui davanti a noi, nascosto dalla sua stessa mole.”

ARTICOLI CORRELATI

SAI CHE FORSE POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE QUESTI POST?

google stadia
Google Stadia promette di rivoluzionare i videogiochi e tutto il mercato dell'intrattenimento moderno. Farà lo stesso con la comunicazione commerciale?
Il Super Bowl 2019 va in archivio con il suo consueto carico di pubblicità sorprendenti e sfiziose. Ecco qualche considerazione sugli spot più interessanti.
esport storytelling nba
Esport e storytelling sportivo si fondono nello spot di League of Legends dedicato a Gordon Hayward, stella NBA. Quali sono le implicazioni di questa iniziativa?
La noia è uno strumento a disposizione di copywriter e scrittori?
Torna su