Come cambia la percezione del mondo quando diventi copywriter

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Partiamo dal presupposto che capire cosa fa il copywriter o, ancora meglio, cos’è un copywriter sono questioni su cui molti ancora fanno confusione. A leggere certi annunci presenti online, in effetti, sembra che i dubbi riguardino non solo chi è fuori dal settore, ma anche chi sta cercando attivamente un professionista di questo tipo per la propria attività.

Un possibile approccio per capire in cosa consiste il lavoro da copywriter, allora, è spiegare come cambia la vita di una persona che scrive contenuti per il web, magari da freelance. Di seguito cerco di spiegarti in che modo la percezione del mondo cambia una volta diventati copywriter.

Come si diventa
copywriter? Pensando ad accenti e apostrofi per strada

Quando scrivere inizia a essere la tua professione, o almeno la tua attività primaria, sviluppi comportamenti che la gente “normale” può definire strani. Il copywriter rispetta le parole e tutti i vari strumenti che vengono utilizzati per dare forma a un testo, come i segni di punteggiatura, e quando il loro utilizzo non è corretto ecco che scatta subito un allarme interno.

Immagina la scena: stai passeggiando distratto per le vie del centro, senza pensare a niente in particolare. Guardi le vetrine di negozi che vendono prodotti che non ti interessano, quando all’improvviso noti un cartello con testi del genere:

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Questo modo di scrivere dá da pensare a ogni copywriter, anche a quelli che camminano per strada sovrappensiero. Non importa che il testo sia quello di un sito internet, di un giornale o di un cartellone pubblicitairo: diventare copywriter significa anche sviluppare occhio critico per le imperfzeioni che è possibile trovare in qualsiasi testo.

Come quelle che hai appena letto in queste righe, e che ora stai cercando di trovare.

Cos’è un copywriter?
Un tizio che non legge più i testi dei siti normalmente

Nel momento in cui diventi un professionista, un qualsiasi professionista, la tua vita cambia, entri a far parte di un gruppo. In questo senso, il mondo si divide in chi è musicista e chi non lo è, in chi è meccanico e chi non si guadagna da vivere in quel modo e cosi via.

Ad esempio: mia sorella è laureata in Medicina e Chirurgia, e ogni volta che in TV vengono riproposte sequenze di operazioni e interventi lei non manca di sottolineare tutte le varie cavolate mostrate su schermo. Allo stesso modo, diventare copywriter, specie se operi in ambiente digitale, vuol dire cambiare il proprio modo di leggere i testi di siti internet, blog e social network.

Ogni volta che vado su un sito, ormai, mi saltano subito agli occhi le combinazioni di colori e il tipo di carattere utilizzato, oltre che la qualità complessiva dei testi. Gli elementi che emergono subito, per me, sono soprattutto le parole chiave e la geolocalizzazione.

Come dire, se una persona normale legge che sono un copywriter e articolista freelance a Catanzaro non ne ricava grandi emozioni; se sei un copywriter, invece, puoi anche lasciarti scappare un sorrisetto di chi la sa molto lunga.

copywriter freelance percezione del mondo
anche loro la sanno molto lunga

Cosa fa il copywriter?
Critica qualsiasi cosa (e se va bene propone alternative)

Quando non scrivevo testi per professione (sarebbe: non mi pagavano), spesso ammiravo gli spot pubblicitari, approvavo i nomi dei negozi della mia città e le loro insegne. Da quando lavoro come copywriter freelance, però, ho sviluppato un tratto piuttosto fastidioso: ho iniziato a criticare.

Quella cosa io l’avrei scritta così, là avrei usato un altro verbo, si poteva scegliere un nome più fantasioso. E insomma, l’irresistibile tentazione di criticare il lavoro altrui sembra accompagnare la mia crescita professionale. Non si tratta, a quanto vedo, solo di un difetto mio, ma anche di altri colleghi sparsi per l’internet.

Tutto questo atteggiamento è antipatico e distruttivo, a meno che non lo si utilizzi come punto di partenza per arrivare a sviluppare un certo senso critico. In altre parole, se ci si ferma solo a dire “io avrei fatto così”, non si va da nessuna parte.

Se, invece, si va oltre la semplice intenzione e si trova veramente un modo alternativo di dire le cose dette da altri, è possibile crescere e allenare la propria creatività.

Il bello del lavoro
da copywriter? Impari cose ogni giorno. A forza

Se guardo alle competenze che possedevo solo un anno fa, mi rendo conto che il mio lavoro da copywriter e articolista freelance mi ha portato oggi a conoscere cose di cui semplicemente ignoravo l’esistenza.

Lavorare da casa, cercare di trovare clienti e costruire un’identità online porta a occuparti degli argomenti più disparati. Sviluppi capacità analitiche e tecniche, come ad esempio l’utilizzo di vari CMS, ma anche degli strumenti Google come AdWords, Search Console e Analytics. Comprendi come la SEO possa arricchire i tuoi testi e inizi a “vedere” le pagine semplicemente osservando il loro codice HTML, un po’ come Neo in Matrix:

via GIPHY

Allo stesso tempo, impari sempre di più a controllare il tuo stile, a capire che tipo di tono di voce utilizzare in base ai contesti, a carpire le raffinatezze stilistiche nei libri che leggi. Grazie a internet, poi, hai a disposizione miriadi di informazioni di ogni tipo, senza contare che puoi seguire l’attività di persone più preparate di te, e che hanno sicuramente un sacco di cose da insegnarti.

Diventare copywriter significa mettersi nelle condizioni di imparare qualcosa ogni giorno, sia sul piano stilistico che su quello tecnico, ma non solo. Grazie al mio lavoro per Trivago ad esempio, ho imparato a memoria le cartine di città che non ho mai visitato. Scrivere copy per aziende di ogni tipo, poi, mi ha aiutato a comprendere come funzionano sistemi di riscaldamento, procedure per il divorzio o pratiche di tanatoprassi. Insomma, impari qualcosa anche se non vuoi. 

Diventare copywriter, vale la pena ricordarlo, è un processo molto molto faticoso, che ha i suoi lati positivi e negativi. Ci sono giorni in cui vorresti fare tutto tranne che scrivere, mentre in altri le ore passate a picchiettare sulla tastiera vanno via senza neanche accorgersene.

È un vaiggio senza fine,che vale la pena affrontare. Anche in quest’ultima frase ci sono un paio di errori, li hai trovati, si?

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