Copywriter freelance, cosa puoi imparare dai Golden State Warriors?

golden state copywriter

Hai a disposizione tipo 7 minuti? Allora puoi leggere questo articolo

Parlo nuovamente di NBA perché mi pare sia un mondo particolarmente ricco di narrativa, personaggi, possibilità di raccontare storie legate anche al mondo del copywriting e della comunicazione. E torno a parlare anche dei Golden State Warriors: una squadra forte, fortissima, sulla strada giusta per diventare leggendaria, che è stato oggetto di una mia riflessione qualche mese fa.

Anche se non capisci niente di basket, anche se non hai idea di chi sia Stephen Curry, ti consiglio di continuare a leggere: aziende, copywriter freelance e professionisti in genere possono trovare tanti spunti di crescita personale dalla loro storia.

ponte golden state

 

nota informativa: i Golden State Warriors giocano da queste parti. Gli poteva andare peggio

Con una penna o un pallone, ci vuole pazienza e preparazione

Chiedo venia per il titolo in rima, ma fa comunque intendere che il risultato di un lavoro è la punta di un iceberg che include tempo, fatica, studio e pazienza. Niente di nuovo, niente di esaltante, ma pensa al caso proprio dei Golden State Warriors. Immagina una squadra che una decina d’anni fa era un po’ lo zimbello della lega, non vinceva mai e non se la filava nessuno.

Poi, anno dopo anno, sono stati aggiunti giocatori oggi diventati superstar, come Stephen Curry e Klay Thopson. Questi due, però, non sono caduti dal cielo, ma sono stati scelti da scout che in maniera attenta, meticolosa, hanno saputo cogliere in questi e altri giocatori qualcosa di unico, e li hanno saputi aspettare.

Che c’entra questo con un copywriter freelance? Prima cosa, pazienza: nel mio caso, ad esempio, prima di potermi mettere alla prova con un’agenzia ho dovuto aspettare un anno e mezzo, fatto di curriculum mandati un po’ dove capitava e tanti rifiuti.

Seconda cosa, preparazione: quando ho scritto il mio primo copy sapevo una minima parte delle cose che so oggi, tre anni dopo. Studiare, applicarsi e darsi degli obiettivi paga, e ti consente di toglierti soddisfazioni economiche e professionali. Non varrà un titolo NBA, ma siamo lì.

preparazione copywriter

 

una copywriter freelance soddisfatta (foto vergognosamente stock)

Devi saper vedere quello che gli altri non riescono a vedere

In NBA c’è una cosa che si chiama Draft. Ogni estate le squadre scelgono dei giocatori provenienti dai college americani o dall’estero e, se tutto va bene, li integrano nelle loro rose. Nel 2012 Golden State sceglie al draft un tizio che si chiama Draymond Green, e lo sceglie al numero 35 su 60 giocatori in totale. La decisione si rivela corretta, perché Green diventerà da lì a poco una delle colonne della squadra, e consentirà di vincere tre titoli NBA in quattro anni.

Ma non basta, perché l’aver saputo scegliere così bene i giocatori negli anni passati ha permesso ai Golden State Warriors di proporre un gioco mai visto prima in NBA. Un gioco che ha colto impreparati tutti gli altri, e ha costretto l’intera lega a cambiare direzione.

draymond green golden state warriors

 

ciao, sono Draymond Green. Non farmi arrabbiare

I Golden State Warriors sono stati in grado di vedere quello che chiunque altro avrebbe potuto vedere, ma che nessuno si era sforzato di comprendere. Ovvero: sfruttare i tiri a maggiore efficienza (quelli tra tre punti), dava una maggiore possibilità di vittoria. Non è un caso se, oggi, la percentuale di tizi da tre tentati da tutte le squadre è in continuo aumento, anno dopo anno.

E questo che c’azzecca con un copywriter? La capacità di vedere quello che in qualche modo è già visibile a tutti, ma non è compreso, può rappresentare la molla per dare una svolta alla propria carriera. Là fuori magari c’è la nicchia giusta in cui inserirsi, l’opportunità che gli altri non hanno sfruttato e che tu puoi far tua. Non voglio farlo sembrare un discorso auto-motivazionale da quattro soldi, ma può essere così.

copywriter freelance soddisfatta

 

una copywriter freelance che ha trovato la nicchia giusta (altra foto vergognosamente stock)

Farai errori, o sembrerà così. In ogni caso, sarai criticato

Non è che i Golden State Warriors non abbiano fatto errori in questi anni. Le scelte al draft non sono state sempre ispirate come quelle che hanno portato Green o Thompson. L’aver perso la finale contro Cleveland del 2015, dopo essere andati in vantaggio di tre partite, è forse più colpa loro che merito degli avversari.

E comunque, quelle che sembrano critiche potrebbero, in futuro, diventare anche momenti di svolta cruciali per il successo. Nel momento in cui il primo contratto di Curry stava per scadere, in molti erano convinti che Golden State non dovesse rinnovargli la fiducia.

Le motivazioni erano molte: troppi infortuni, prestazioni non all’altezza e via dicendo. La decisione di rinnovare il contratto, alla fine, fu criticata da molti, ma da lì in poi Curry iniziò a trasformarsi nel giocatore che è oggi, devastante e unico in tutto il panorama dell’NBA.

Non si scappa: anche tu, come copywriter freelance, incapperai in errori e sbagli, e potresti essere criticato. La cosa che mi pare importante, però, è cercare di prendere sempre il buono da questi episodi negativi, per poterli sfruttare a proprio favore. Qualsiasi critica fa male, anche quella più costruttiva, ma può rappresentare un momento essenziale per la propria crescita.

stepthen curry golden state

 

ogni tanto perdono anche loro, figurati tu

Pochi giri di parole: a un certo punto, ci vuole fortuna

La fortuna dei Golden State Warriors è stata proprio la scarsa resa dei primi anni di Curry. Il contratto rinnovato al giocatore, infatti, prevedeva uno stipendio piuttosto basso, proprio a causa dei problemi avuti negli anni precedenti (questa dinamica la racconta bene la redazione di Sky Sport in questo speciale).

Spendere pochi soldi per Curry ha permesso alla squadra di ingaggiare altri giocatori di ottimo livello, come Kevin Durant, e di creare l’ossatura della squadra quasi imbattibile di oggi.

Quindi sì, ci vuole anche fortuna, e ce ne vuole anche tanta, perché come copywriter freelance devi sapere farti trovare nel luogo (spesso virtuale) giusto al momento giusto. Rispondere a un’offerta che sembrava di poco conto potrebbe aprirti le porte a una commessa ottima, oppure conoscere per caso una certa persona potrebbe dare il via a opportunità interessanti.

opportunità copywriter

 

un’opportunità dietro a una di queste porte deve pur esserci

Se fai le cose bene, gli altri se ne accorgono e te lo faranno sapere

Quando una squadra vince, tutti vogliono farne parte. È un po’ così anche per i Golden State Warriors, che negli ultimi anni sono stati capaci di ingaggiare giocatori che, pur di vincere il titolo, sono stati disposti a fare sacrifici. L’ultimo è DeMarcus Cousins, come spiegavo in questo articolo dell’estate 2018.

Per un copywriter, questo significa che se fai le cose per bene, e gli altri ne sono a conoscenza, saranno i clienti a venire da te, e non il contrario. Nella mia esperienza personale, i lavori di almeno gli ultimi due anni sono arrivati da clienti che hanno richiesto i miei servizi, e non da mie iniziative.

Per un professionista affermato questa può sembrare la norma, ma per chi ha iniziato da poco a lavorare in proprio rappresenta quel passo forse decisivo verso una dimensione professionale più elevata.

clienti copywriter

 

il profilo tipico del cliente di un copywriter freelance

Rallegrati (o rassegnati): il successo è un fatto ciclico

Prima o poi, i Golden State Warriors finiranno di essere la squadra eccezionale che è oggi. Forse già da questa estate, con il possibile addio di alcuni dei suoi giocatori più forti, come Kevin Durant. Questo vuol dire che il successo è un fatto ciclico.

Non significa che un giorno sei ricco e un altro sei povero, ma piuttosto che a un periodo in cui ti riesce tutto facile può seguirne uno più difficile.

L’importante, come sempre, è reagire e gestire al meglio la psicologia, come spiegavo in questo articolo di qualche tempo fa.

una storia di grandi fallimenti e grandi successi

E mi pare che le (necessarie) banalità da dire sono finite. Quindi, buona fortuna a tutti, e vediamo se Golden State riesce a vincere anche il titolo 2019 (mi sa proprio di sì)*

*aggiornamento del 14/06/2019: ovviamente i Warriors hanno perso la finale contro i Toronto Raptors. Ma le cose scritte in questo articolo valgono tutte, promesso!

ARTICOLI CORRELATI

SAI CHE FORSE POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE QUESTI POST?

tendinite malattia copywriter
La tendinite è una malattia professionale di copywriter, articolisti e ghostwriter. Prima di tornare a scrivere, è necessario allenarsi in maniera adeguata.
gestione psicologia del copywriter freelance
Quando un freelance non lavora può andare incontro a processi psicologici piuttosto nocivi: riuscire a gestire questi momenti complessi nel migliore dei modi può fare la differenza.
difetti copywriter freelance
Lavorare da casa online può essere il sogno di copywriter, articolisti e traduttori. Questo tipo di impiego, però, nasconde anche lati negativi: ecco la mia esperienza.
Copywriter freelance, cosa puoi imparare dai Golden State Warriors?
Torna su