Qual è lo spot natalizio migliore? Le pubblicità delle feste da non perdere

Le campagne di Natale rimaste nella storia, quelle più belle e commoventi. Sono tutte qui, guarda!

Le pubblicità di Natale sono un po’ come l’albero e il presepe: com’è come non è, ci devono comunque essere.

Prima di vederne alcune degne di nota, come al solito per questo tipo di articoli, ci tengo a mettere un po’ le mani avanti. Le opinioni espresse sono totalmente personali e – in quanto mie – valgono davvero tanto quanto.

A Natale puoi – Bauli

Un malefico motivetto entrato per sempre nell’immaginario collettivo.

Adorabili bambini che cantano una canzoncina con un ritornello orecchiabile e una melodia tanto natalizia. Non manca davvero niente. E infatti questa pubblicità Bauli si ricorda ancora oggi ad anni di distanza.

Il Natale quando arriva arriva – Motta

Concentriamoci sul sarto: oggi si potrebbe proporre un personaggio così in una pubblicità?

“Il Natale quando arriva arriva” è stata una frase che ha accompagnato le festività di diversi anni, e mi pare sia entrata ormai nel linguaggio comune. Tutto è nato da una serie di spot Motta con protagonista Renato Pozzetto, molto carini e ben fatti.

Buttati, che è morbido! – Motta

Paragonare il proprio panettone a un airbag è sempre una buona mossa.

Problema: come evidenziamo la qualità del nostro panettone? Risposta: facendo capire che è talmente morbido che Babbo Natale lo può usare tipo come un airbag. E in più lo facciamo dire a un bambino, così è successo assicurato. Ed è andata esattamente così.

Natale sta arrivando, arriva Coca-Cola – Coca-Cola

Più Natale di così si muore.

Questa pubblicità anni ’90 di Coca Cola fa davvero, davvero Natale, anche a decine di anni di distanza. Ci sono i campanelli in sottofondo, il coro che canta un ritornello orecchiabile in modo perfido, le famigliole, i camion di Coca-Cola rossi e con le luci. Perché una coca bella fresca non è proprio la prima cosa che ti viene in mente quando pensi al cenone di Natale. Ma questa pubblicità un po’ ti faceva cambiare idea in effetti.

Gli orsi polari – Coca-Cola

Prima di Knut, più di Knut.

Questa è una tenera pubblicità che non ha alcun senso, ma che per questo è così geniale. Per qualche motivo un papà orso polare convince il figlioletto a buttarsi nell’acqua gelida del polo nord. Il premio, un bel sorso di coca ghiacciata, presa in mano come fosse un biberon col latte. Per la serie: cose strane che funzionano alla grande.

Tanti auguri a te – Lavazza

È Natale, si fanno gli auguri. Ha senso.

Lavazza qui ha usato lo stesso approccio di Bauli: prendiamo dei bambini, facciamo cantare un motivetto super efficace e orecchiabile. Risultato? Una pubblicità di Natale semplice e che arrivava dritta dritta al punto.

Chi sono io, Babbo Natale? – Bistefani

Una serie di pubblicità andata avanti per tantissimo tempo, sempre carina.

Uno spot dickensiano, con il cattivissimo padrone che si rivolge al sottoposto in maniera cattivissima. Che disprezza i krumiri al cioccolato esclamando l’iconica frase: “E chi sono io, Babbo Natale?”. Spot veramente carino, che faceva parte di una serie di commercial andata avanti per diverso tempo.

No Cantina! - Idealista

Ci sono tanti utilizzi per la mirra, anche se al momento non me ne viene in mente uno.

Questo spot natalizio di Idealista della campagna “Oh my God!” si discosta nettamente da tutti gli altri di questo elenco. A indicare un nuovo modo di intendere le pubblicità di Natale, probabilmente più secolarizzato e in linea con il tono di voce dell’azienda.

Immagine di Francesco Ursino

Francesco Ursino

Da oltre dieci anni, il vostro amichevole copywriter di quartiere. Già collaboratore di Trivago, Trovaprezzi, Segugio, Fox, Selectra, piccole e medie aziende di tutta Italia.

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