Gli Splash Brothers dei Golden State Warriors come metafora del successo

splash brothers
Curry e Thompson hanno segnato l'era dei Golden State Warriors più vincenti di sempre. Cosa può insegnarci la loro storia?

Pensando alle storie di NBA degli utlimi anni, la mente non può che avvicinarsi agli Splash Brothers, Stephen Curry e Klay Thompson. Ora che il duo è stato definitivamente separato, appare ancora più evidente come i due fenomeni dei Golden State Warriors abbiano cambiato questo gioco (in meglio o in peggio dipende a chi lo chiedi).

La storia degli Spash Brothers, e quella della loro squadra, è talmente interessante che se ne possono trarre insegnamenti negli ambiti più disparati. Consideriamo, ad esempio, le aziende in cerca di un modo per affermarsi: un identikit che si adattava anche ai Warriors di qualche anno fa.

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La genesi degli Splash Brothers: pazienza e preparazione

Iniziamo con una grande verità: il percorso verso il successo è un viaggio che richiede tempo e fatica. All’inizio del periodo che stiamo considerando, i Golden State Warriors erano più o meno una barzelletta, una squadra ai margini della lega. Ma con pazienza e una strategia ben definita, hanno saputo costruire una realtà vincente.

Curry e Thompson, i magnifici Splash Brothers, non sono apparsi come per magia; sono stati selezionati da scout che li hanno visti per quello che erano: talenti da coltivare.

Per un’azienda, questo significa che è fondamentale investire tempo e risorse nella preparazione e nella crescita. La costruzione di un team vincente non accade dall’oggi al domani, e spesso richiede anni di lavoro e dedizione. Imparare e adattarsi sono chiavi per emergere.

Bisogna vedere quello che gli altri non riescono a vedere

In NBA ogni anno si tiene il Draft, dove le squadre scelgono nuovi talenti. Nel 2012, i Warriors hanno scelto Draymond Green al numero 35. Una selezione che, all’epoca, molti hanno sottovalutato. Eppure, Green è diventato un elemento cruciale per il successo della squadra, in accoppiata con gli Splash Brothers. Certo, qualcuno potrebbe dire che sia stata anche la rovina della squadra, con il suo carattere leggermente fumantino, ma su questo aspetto dovrei dedicarci un articolo a parte.

La lezione è comunque chiara: avere la capacità di scorgere opportunità dove gli altri vedono solo rischi può fare la differenza. Per le aziende, questo significa osservare il mercato con occhio critico e cercare nicchie o tendenze che potrebbero rivelarsi vincenti. A volte, le scelte più audaci portano ai risultati migliori.

Ci saranno errori, o sembrerà così. In ogni caso, si verrà criticati

Anche i Golden State Warriors degli anni d’oro hanno commesso errori e affrontato critiche. Non tutte le scelte al Draft sono state indovinate, e la sconfitta nelle finali del 2016 ha lasciato l’amaro in bocca. Nemmeno Curry e Thompson hanno potuto far niente in quei casi, e in al alcuni frangenti le critiche sono state feroci. D’altra parte, davanti alla Gioconda delle stoppate, c’era poco da fare…

Tu dov’eri quando si è oscurata la vallata?

Qui il giocattolo si sarebbe potuto rompere definitivamente ma, come vedremo tra poco, non è andata così. Come per gli Splash Brothers così come per le aziende, quindi, è vitale accettare il rischio di errore. Le critiche possono sembrare scoraggianti, ma se vengono affrontate con la giusta mentalità, possono trasformarsi in opportunità. Imparare dai fallimenti è parte integrante del processo di crescita e può portare a innovazioni inaspettate.

A un certo punto, ci vuole fortuna

La fortuna ha giocato un ruolo significativo nel successo dei Warriors, e quindi degli Splash Brothers. Il rinnovo del primo contratto di Curry è stato visto inizialmente con scetticismo a causa di infortuni e prestazioni altalenanti. Ma scegliere di investire sul nativo di Akron, con un contratto a cifre contenute, si è rivelato fondamentale. Questa opportunità ha permesso alla squadra di reclutare nuove superstar, partendo dal core creatosi con Thompson e Green per creare un roster quasi imbattibile.

Se Curry non avesse giocato male (o non giocato proprio) le sue prime stagioni, la storia degli Warriors sarebbe andata ben diversamente. Per le aziende, ciò significa che farsi trovare pronti al momento giusto è essenziale. Lavori e opportunità possono presentarsi in modo imprevisto. Magari, quella commessa andata male darà modo di imparare dai propri errori, ottenendo così nuovi successi.

Se fai le cose bene, gli altri se ne accorgono e te lo faranno sapere

Dopo la sconfitta del 2016, gli Splash Brothers accolsero in squadra l’ennesima superstar, Kevin Durant. Perché questo? I Warriors, grazie al loro formidabile duo e a Green, erano diventati la squadra dove andare per cercare di vincere i titoli NBA. E non sorprendeva che molti giocatori affamati di vittorie, come proprio Durant, cercavano di avvicinarsi alla franchigia della California.

Questo dovrebbe far riflettere le aziende: quando si fa bene il proprio lavoro, le persone lo notano. E dopo averlo notato, se ne interesseranno. E dopo l’interesse, arriva la voglia di farne parte. Quando si eccelle, i clienti vengono da te, si autoselezionano, bussano alla tua porta.

Rallegrati (o rassegnati): il successo è un fatto ciclico

Tutto bello, ma ricorda che il successo non è permanente. E la parabola degli Splash Brothers è qui per dimostrarcelo. Dopo anni di trionfi, la coppia si è definitivamente separata, con Klay Thompson andato a cercare fortuna nei Dallas Mavericks. Una decisione dopo un periodo fatto di infortuni e incomprensioni, che non intacca comunque l’eredità di questa coppia di eccezionali tiratori.

Klay, sarai sempre il mio gocatore preferito dell’era dei grandi GSW, sappilo.

I risultati di Golden State post Splash Brothers non sono stati vicini a quelli dell’epopea degli anni scorsi. Ma è normale: il successo, nello sport come nella vita, è un fatto periodico.

La lezione qui pare essere che le aziende devono essere pronte a reagire, adattarsi e reinventarsi. Golden State non ci è del tutto riuscita, e ne sta pagando le conseguenze. Gli Splash Brothers, però, rimarranno sempre nel cuore di chi ha assistito alla nascita di un nuovo modo di fare basket.

Immagine di Francesco Ursino

Francesco Ursino

Da oltre dieci anni, il vostro amichevole copywriter di quartiere. Già collaboratore di Trivago, Trovaprezzi, Segugio, Fox, Selectra, piccole e medie aziende di tutta Italia.

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