Di cosa parla questo articolo?
Ormai da tempo è emerso il termine south working. Una definizione che, a quanto posso capire, coniuga lo smart working con il lavorare dalle regioni del sud, invece che da quelle del nord.
In molti casi, il discorso viene affrontato come se si trattasse di una cosa totalmente nuova, e in parte in effetti lo è. Ma è anche vero che situazioni del genere esistono da anni, magari non sono così comuni ma ci sono. Solo che prima non avevano un nome preciso.
A quanto pare, io faccio parte esattamente di questa categoria, quello del lavoro da remoto e dal sud. Faccio parte di questa specie di rivoluzione senza saperlo. E allora cerco di capire cosa significa, e a cosa potrà portare.
Una volta un tizio che mi aveva contattato per un lavoro mi ha detto che a lui piace collaborare solo con gente del sud. Sei anche tu così? Eh beh, allora mandami un messaggio.
South working: cos’è e una definizione
Il south working è lo smart working applicato al sud. Si lavora dalla propria casa per un’azienda posta magari a chilometri di distanza. Esattamente quello che faccio io come copywriter freelance. La mia esperienza lavorativa è tutta south working, a quanto pare, visto che ho sempre lavorato da remoto per aziende del nord rimanendo però a cinque minuti di cammino dal lungomare di Catanzaro Lido.
E tutto sommato non avrei potuto fare altro, visto che al mio primo colloquio di lavoro mi fu proposto di andare a fare uno stage gratuito a Novara. All’epoca mi sembrava una cosa senza tanto senso, e alla fine l’ho spuntata io, visto che lavoro da remoto da anni e con risultati che mi consentono di non morire di fame (se sei proprio interessato, puoi leggere la mia storia per capirci qualcosa in più).
La cosa bella del lavorare in questo modo – che non vedo sottolineata a sufficienza (o non vedo sottolineata proprio) – è che si diventa professionisti glocali. Si sviluppano abilità che riguardano il comunicare e l’interfacciarsi con grandi aziende, senza però dimenticare la propria dimensione locale.
Puoi parlare in dialetto stretto e mandare mail in inglese a una project manager che lavora dall’altra parte del mondo. Senza preoccuparti di metterti le scarpe.

Unire locale e globale è un’abilità unica che si sviluppa lavorando dal sud, e che può tornare utile alle aziende. Trovi altre riflessioni sagaci nello speciale sulla glocalizzazione.
Il significato sociale del south working
L’interesse attorno al south working è partito da una semplice constatazione: chi è tornato al proprio paesello al sud durante la pandemia da COVID-19 per qualche motivo ha scelto di non tornare al nord. Non ci torna per lavorare e non ci torna per studiare. E questo fatto ha un pochino scombussolato l’economia di prossimità delle città settentrionali.
La cosa carina è che ci si è accorti del fatto che si può lavorare bene anche dal sud solo a partire da quel periodo. E per farlo si è addirittura ricorsi a un nuovo termine, come se fosse un concetto talmente complicato e astratto impossibile da spiegare a parole. Una categoria del pensiero non prevista.

Il mio ufficio/casa è da qualche parte dietro quei palazzi.
Non studio, non lavoro, non guardo la TV (dal nord)
Che poi, south working significa principalmente lavorare da casa al PC. Non lo possono fare tutti e non a tutti piace. E va bene che se ti affacci vedi il sole il mare e i mandolini, ma poi devi sempre metterti davanti al computer e smanettare tutto il giorno. Non è detto che a tutti piaccia, non è detto che tutti ci riescano, non è detto che tutti siano portati. Al sud come al nord.

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Una rivoluzione silenziosa (e che farà vittime)
I processi che cambiano davvero la vita delle persone spesso accadono senza fare tanto clamore. Senza telecamere e microfoni a fare da contorno. E ho l’impressione che con il ritorno al sud di ragazzi e lavoratori sarà così.
E se è vero che il south working è una specie di rivoluzione, mi pare fin troppo facile tornare alle parole di Mao:
“La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un'opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un'insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un'altra.”
Mao Tze Tung - Aforismi
un tizio che ha scelto il south working vede arrivare nuovi lavoratori di ritorno al sud. Drammatizzazione
Senza arrivare alla violenza, è pur vero che se il trend continuerà andranno ripensate tante cose: i trasporti, le scuole, l’offerta formativa delle università, tutta la situazione delle attività di supporto a chi lavorava al nord (bar e ristoranti in primis). E poi i compensi, i contratti, i rapporti col datore di lavoro. Qualcuno rimarrà indietro, qualcuno ne beneficerà, qualcuno cadrà col sedere per terra e qualcuno si salverà come sempre.
Francesco Ursino
Da oltre dieci anni, il vostro amichevole copywriter di quartiere. Già collaboratore di Trivago, Trovaprezzi, Segugio, Fox, Selectra, piccole e medie aziende di tutta Italia.
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