Di cosa parla questo articolo?
Sproloquiare sul copywriting persuasivo è un po’ come scoperchiare un vaso di pandora. Un mezzo casino dove molti cercano di capirci qualcosa, pochi sanno davvero cosa fare, e nessuno può umanamente avere la verità in tasca.
In ogni caso, gli obiettivi di queste azioni di marketing sono la mente, il cuore e i soldi degli utenti: vediamo come si fa.
Pensaci: per arrivare qui ti ho convinto a cliccare sul mio articolo, a leggere il titolo e fermarti su questa finestra arancione. Visto quanto sono persuasivo? Contattami se vuoi che persuada anche i tuoi clienti.
Che cos'è il copywriting persuasivo?
Per copywriting persuasivo intendiamo tutti quei contenuti che sono scritti con l’obiettivo di persuadere il lettore a fare qualcosa. In termini molto generali, qualsiasi testo promozionale ha questo scopo. In alcuni casi, però, vengono utilizzate strategie di marketing ed elementi che cercano di ottenere un’azione precisa nel minore tempo possibile.
Come si scrive un copy persuasivo?
Il copywriting si basa su uno schema molto comune quando si cerca di persuadere. Sarebbe il seguente:
- si individua il problema;
- si ingigantisce;
- ci si mette al fianco dell’acquirente, facendo capire che si capiscono le sue difficoltà;
- si propone la soluzione definitiva.
È una variazione dello schema tradizionale: prima i benefici, poi le caratteristiche tecniche. Solo che prima di dirti cosa potrai ottenere con il programma, ti viene detto cosa perdi se non lo compri.

Classico esempio. Si dice spesso: “tu non devi vendere il trapano, ma il buco nel muro”. Ecco, invece di vendere il buco, qui si vende il pericolo che tu non riesca a fare il buco. C’è differenza.

Rappresentazione di un marketer intento a fare un buco nel muro. Che poi dovrà vendere (il buco, non il muro).
Vediamo quindi quali sono le tecniche di copywriting persuasivo utilizzate su sul web:
- nella prima fase, l’aggancio al cliente avviene spesso tramite inserzioni. Il driver dell’interesse più comune è il prezzo. Spesso le formule commerciali puntano forte su un altro elemento tipico dei testi persuasivi: la scarsità. L’offerta irripetibile può essere accompagnata da un bel countdown (di solito farlocco, perché anche se scade poi riparte). Quando scade il tempo, il prezzo risale. Scarsità artificiale al meglio delle sue possibilità;
- secondo step, si atterra sul sito. Qui di solito ci si trova davanti a un testo dove vengono messe in pratica alcune delle tecniche più comuni. Tra tutte, quelle che vede la proposizione dei benefici prima delle caratteristiche tecniche. Solo che invece di dire quello che si ottiene, si enfatizza quello che si potrebbe non ottenere ne caso si scegliesse di non acquistare;
- dopo vari processi psicologici che possono avvenire in tempi e modi diversi, l’utente sceglie di comprare il prodotto. A seguito del pagamento, possono accadere cose interessanti, con l’ingresso nel meraviglioso mondo dell’upselling.
A seguito l’acquisto, di solito la strategia punta alla fidelizzazione. Campagne di email marketing spingono l’utente a fare due cose. La prima è considerare l’acquisto di altri prodotti/servizi correlati. La seconda è l’uso dei social media, con l’invito a entrare in un gruppi privati, o a webinar ed eventi del genere.
Altre tecniche di copywriting persuasivo
Lo schema più o meno è questo:
- l’ignaro utente è impegnato nel suo scrolling;
- legge un annuncio particolarmente interessante, si ferma.
Uno degli esempi che vedo più spesso riguarda software venduti con la formula del one-time-deal. Ovvero un programma che di solito ha un modello di pagamento ricorrente (annuale/mensile) viene venduto per una cifra una tantum. Bellissimo, no?

È una gran trovata, la versione evoluta del prendere un prodotto, sovraprezzarlo in maniera assurda, inventarsi subito dopo uno sconto e darlo in pasto agli utenti. Perché va ricordato che un prodotto da € 50 euro scontato € 25 di solito ha più fascino di uno che di suo costa € 24,99.
Ma le tecniche applicabili continuano anche dopo l’acquisto. In particolare, c’è quella fa leva sul desiderio di non essere considerati dei poveri falliti. Ciò vale soprattutto nei siti dove sono previste OTO (one-time-offer, ovvero versioni con feature aggiuntive rispetto alla versione base).
Nelle pagine delle OTO, invece di segnalare il link per uscire dal sito con una semplice ancora del tipo: “esci dal sito”, si trovano microtesti più lunghi. Qui si legge qualcosa del tipo: “Sono consapevole che senza il prodotto XXX non potrò fare questo, questo e quest’altro, e che questa opportunità non mi si presenterà mai più nella vita.”
Spesso questi testi sono scritti in prima persona, perché leggendoli l’utente deve capire che è proprio lui a dire quelle cose. E poi, elencare i benefici che si stanno perdendo ricorda all’utente l’incredibile opportunità che sta rifiutando.
Perché dire no a un testo che ti dice “esci da qui” è una cosa. Un’altra è realizzare mentre leggi che, se non compri ancora, sei un emerito cretino.
Tipo tu che adesso stai pensando di lasciare questo blog. E se poi te ne penti? Leggi qualche altro articolo, sennò ti perdi tanti contenuti che forse ti possono interessare.
Francesco Ursino
Da oltre dieci anni, il vostro amichevole copywriter di quartiere. Già collaboratore di Trivago, Trovaprezzi, Segugio, Fox, Selectra, piccole e medie aziende di tutta Italia.
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