Di cosa parla questo articolo?
Spiegare che lavoro si fa, specie se si opera sul web, non è mica facile. Io sono un copywriter, e ogni volta che mi ritrovo davanti alla fatidica domanda: “che lavoro fai?”, segue un silenzio imbarazzato durante il quale cerco di elaborare la strategia migliore per venirne fuori. Perché dire semplicemente “scrivo testi per siti internet” non mi porterà da nessuna parte, lo so già.
Ma nella mia situazione immagino possano rientrare social media manager, account manager, project manager, ghostwriter, web designer e altre figure che hanno un nome esotico.
Cercando di essere utile alla comunità, allora, elenco alcuni esempi facili facili per riuscire a spiegare qual è il tuo lavoro. Così, la prossima volta sarai senza dubbio più preparato. Senza dubbio proprio.
Di cosa ti occupi di preciso? Sì, ecco...
Ricordo chiaramente un episodio. Una volta sono salito sul tetto del mio palazzo con l’antennista di fiducia, per riparare un guasto. Dopo aver parlato per un po’ di massimi sistemi, Johnson (lo chiameremo così per rispettare la privacy) mi chiede che lavoro faccio. E qui, preso alla sprovvista, ho seguito un approccio intermedio. Ho detto che scrivevo, senza però mettere in mezzo la parola copywriter freelance e altri termini simili. Il dialogo che ne è uscito è stato più o meno il seguente:
Johnson: Che lavoro fai, Francé
Francé: Scrivo
J: Cosa
F: Testi che vengono pubblicati su internet
J: Sei un giornalista?
F: No, scrivo anche articoli ma non sono un giornalista
J: Allora cosa sei?
F: Eh, scrivo
La conversazione finì con il solito silenzio imbarazzato. Però rispondere alla domanda: “che lavoro fai?” dicendo semplicemente “scrivo” secondo me può avere qualche vantaggio. In fondo è vero, alla fine il copywriter scrive – anche se non sempre. E non solo. Insomma, è complicato, ma è un buon punto di partenza. Così un web designer “disegna”, o un social media manager “carica cose su Facebook”. Non guardarmi male, si tratta di una sintesi necessaria.

Un esclusivo primo piano dell’antenna di casa mia, dove si parla di copywriting e altre cose.
Questo mouse po esse fero e po esse piuma
Un’altra volta mi è capitato di spiegare in cosa consiste il mio lavoro sul web ricorrendo a una metafora che, veramente, non so come mi sia venuta in mente.
Volendo spiegare che col mio lavoro posso correggere comunicati stampa o tessere le lodi un afrodisiaco (l’ho fatto davvero), ho semplicemente indicato questa scena di Verdone:
Che hai detto che fai pe lavoro? Er copi che? Aaaaaannamo bene, popio bene.
E insomma, la mia penna può essere ferro o o piuma. Così come un programmatore può scrivere codice per software di sicurezza o un giochino per browser web. È un ragionamento un po’ contorto, me ne rendo conto, ma una volta messa in mezzo la Sora Lella, chi potrà dirti niente?
Mi spieghi che fai per campare? Cose del genere
Ero a cena con amici e irrimediabilmente siamo arrivati alla tematica del mio lavoro. Bella gatta da pelare. Mentre cercavo la strategia migliore da seguire ho dato uno sguardo al menu del ristorante. Che aveva delle descrizioni piuttosto poetiche per introdurre bruschette, birre e cose del genere.
Allora ho semplicemente letto una delle voci del menu, una delle più “artistiche”, e ho detto: “Queste cose le ha scritte uno come me”.
Dopo aver buttato questa sentenza la discussione virò su altri argomenti, chissà perché. In ogni caso la lezione mi pare essere: per spiegare che lavoro fai, bastano esempi concreti. Tipo: hai visto ‘sto post di Facebook tanto caruccio di questa azienda? Io faccio lo stesso. Oppure: ti piace quel sito? Pure io li faccio belli uguali.
Io lavoro per quelli llà
Esiste una tattica particolarmente utile per rendere edotti familiari e amici. La usavo molto spesso quando lavoravo per Trivago.
Se hai la fortuna di scrivere per aziende abbastanza importanti da fare pubblicità a livello nazionale (ma anche locale, volendo), l’unica cosa che devi fare è aspettare. Aspettare che venga trasmesso lo spot del tuo cliente più grosso. A quel punto, quando arriva, basta indicare chiaramente lo schermo con la mano ed esclamare una cosa del genere:
“Io lavoro per quelli llà”
Tizio che lavora su internet
Chi ti ascolta non capirà particolarmente bene di cosa stai parlando. Ma se l’azienda è abbastanza famosa, questo basterà a placare la curiosità di genitori, zii, nonni e compagnia bella.
L'ultima spiaggia: "Sono bravo al computer"
Quando ci si accorge che anche pronunciare la sola parola editor, proofreader o SEO potrebbe portare a un profondo turbamento nel proprio interlocutore, bisogna scegliere altre strade.
Ho notato spesso che un buon punto di partenza è parlare di computer. O comunque fare capire che si fa qualcosa con un PC. Da lì a essere chiamato “genio del computer” il passo è veramente breve, e mi è successo più volte.
Mettendo di mezzo l’informatica, di solito si riesce a far capire alle persone che un minimo di lavoro comunque lo si sta facendo. E per cercare di fare meno danni possibili, di solito chiudo qui la questione e tante care cose.
Da quand’è che scrivere al computer è un lavoro?
E questi erano i cinque modi terra terra per spiegare cosa si fa come lavoro. Spero ti siano utili. Una cosa, però, prima di chiudere.
Qualsiasi soluzione scegli, in alcuni casi potresti sentirti un po’ un cretino. Potresti avvertire la fastidiosa sensazione che il tuo mestiere è un po’ troppo “frou frou” rispetto a chi fa lavori “veri”, di fatica fisica. Ovviamente non è così. Ogni lavoro ha le sue “cose”, e il fatto che sia faticoso o meno dal punto di vista fisico significa poco o niente. Quindi tu non demordere, e continua ad andare per il mondo a cercare di spiegare che diavolo è un content coordinator.

Che poi, vaglielo a spiegare quanto si deve sgomitare per trovare il proprio posticino al sole sul web, dieci anni fa come oggi nel 2026. Io chi ho provato, nell’articolo su come crearsi un lavoro online.
E se trovi strategie migliori di quelle che ho scritto, ti prego di farmele sapere, ne ho tanto bisogno.
Francesco Ursino
Da oltre dieci anni, il vostro amichevole copywriter di quartiere. Già collaboratore di Trivago, Trovaprezzi, Segugio, Fox, Selectra, piccole e medie aziende di tutta Italia.
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