Senza lavoro, che fare? Come non deprimersi

Quando un freelance non lavora può andare incontro a processi psicologici piuttosto nocivi: riuscire a gestire questi momenti complessi nel migliore dei modi può fare la differenza.

Senza lavoro, che fare? Lavoro e fiducia in sé stessi rappresentano concetti fondamentali per chi lavora come freelance.

Crescere professionalmente, infatti, non è solo una questione di miglioramento delle proprie skill pratiche, ma è anche un processo che punta a conoscere maggiormente sé stessi. Di una cosa bisogna essere certi: i periodi di bassa autostima sono inevitabili, ma con l’esperienza si possono affrontare meglio. Ti racconto la mia esperienza.

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Mi ritrovo senza lavoro: come reagisco?

Fino a questo preciso momento della mia carriera ho svolto solo ruoli da copywriter freelance, senza legarmi a un soggetto in particolare. Volendo fare gli splendidi si potrebbe affermare che sia una scelta di vita, ma rimanendo su un piano pragmatico possiamo dire che ho fatto così perché questo era l’unico modo per iniziare a lavorare.

Essere completamente indipendenti vuol dire che le collaborazioni le devi trovare da solo, ed è normale che periodi di lavoro intenso possano essere seguiti da intervalli dove si fa poco o niente.

Nel momento in cui ci si ritrova in questa alternanza tra lavoro e non lavoro, il tempo inizia a essere misurato in base alla durata delle proprie commesse. Che succede, però, se tra un progetto e l’altro passano molti giorni, se non mesi? Che succede se ti ritrovi a chiederti “non so che fare senza lavoro?” Succede che la fiducia in se stessi va a farsi benedire, e arriva il pericolo numero uno: la bassa autostima.

Che cosa succede quando ci si ritrova senza lavoro?

La mia esperienza mi porta a pensare che il processo mentale che attuo nel momento in cui completo tutte le mie commesse, o rimango solo con alcune che non mi portano via molto tempo, è praticamente uguale in tutte le occasioni. Dopo varie riflessioni ho diviso il tutto in quattro fasi ben distinte che, per comodità,  ho illustrato di seguito in un grafico dall’alto valore scientifico.

grafico scientifico bassa autostima copy
sottolineo ancora il valore scientifico
  • Fase 1: la mancanza improvvisa di una commessa importante, almeno inizialmente, fa crollare il mio umore in poco tempo. È anche vero che l’improvvisa perdita di lavoro può avere un lato positivo, visto che per un po’ si può godere di qualche giorno di riposo. Non si tratta, però, di una gran consolazione, visto che una vacanza è tale solo se ha un inizio e soprattutto una fine. La totale incertezza sul futuro, inoltre, non può che peggiorare la situazione.
  • Fase 2: una delle cose belle della vita da freelance è che la natura del proprio lavoro può mutare a seconda dei propri clienti. La promessa di un certo cambiamento rispetto alla commessa precedente è la molla che spinge a un piccolissimo aumento di umore, specie nel momento in cui ci si accinge a scandagliare internet o i propri contatti per trovare lavoro.
  • Fase 3: ovviamente le domande inviate non trovano subito risposta, le opportunità al momento disponibili non sono per nulla attraenti e la casella mail rimane vuota. Il morale, alla fine, crolla. In questa fase, almeno secondo la mia esperienza, non si ha letteralmente voglia di fare niente, e la ricerca di un nuovo lavoro diventa una specie di processo di autocommiserazione. Da tutto ciò si esce solo con la perseveranza: continuare a cercare lavoro porta a nuove opportunità e, si spera, a un leggero aumento dell’umore.
  • Fase 4: per mia fortuna, dopo questa altalena di stati psicologici è sempre giunto l’arrivo di una nuova commessa, ma ciò non vuol dire che l’umore sia schizzato subito al massimo. Memore dei giorni passati senza lavoro rimango sempre piuttosto prudente, rifiutandomi di creare aspettative che possano essere disilluse in poco tempo. Con il passare dei giorni, però, l’umore inizia a stabilizzarsi, almeno fino all’inizio di un nuovo ciclo.
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Rimanere senza lavoro è un disastro a qualsiasi età. Io, per esperienza personale, posso parlare di cosa ho provato a essere a spasso dopo la laurea in questo articolo sulla disoccupazione giovanile.

Cosa fare se non si ha un lavoro?

A quanto ho capito nella mia esperienza, un freelance deve mettere in conto che, all’improvviso, ci si possa ritrovare senza lavoro. Allo stesso modo, è anche possibile che si scelga autonomamente di lasciare la propria commessa, anche se in questo caso bisognerebbe avere quantomeno una sorta di piano B, o l’intenzione di star fermi per un po’ di tempo.

Ogni volta che rimango senza lavoro capisco che, dopo un primo periodo di qualcosa che somiglia a una specie di entusiasmo, scivolo in una sorta di oblio in cui mi riesce tutto difficile. Una bassa autostima inizia a palesarsi e la fiducia in se stessi crolla. Allo stesso tempo, però, sono rimasto sorpreso dalla mia resilienza, e dalla volontà di continuare a cercare nuove opportunità nonostante tutto. Può sembrare una cosa scontata ma, evidentemente, non è così.

A questo punto ci sta bene un bel discorso motivazionale di Rocky che, per banale che sia, può tornare utile nei momenti complicati:

Perciò, andando avanti…

Quindi, nel mio caso, ho scoperto che sì, il colpo subito fa male e mi lascia stordito per un po’, ma dopo trovo sempre la forza di ricominciare. Sentirsi giù è normale, quindi. Assorbi il colpo e ricomincia daccapo, forza!

Immagine di Francesco Ursino

Francesco Ursino

Da oltre dieci anni, il vostro amichevole copywriter di quartiere. Già collaboratore di Trivago, Trovaprezzi, Segugio, Fox, Selectra, piccole e medie aziende di tutta Italia.

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