Pubblicità Superbowl 2022: i 5 spot più carini e/o scrausi

spot superbowl 2022
Come ogni anno, gli spot del SuperBowl vogliono lanciare messaggi, sorprendere e vendere prodotti in maniera stravagante. Vediamo come è andata nel 2022.

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Come sono state le pubblicità del SuperBowl 2022? Come gli altri anni: carine, comiche, pacchiane, seriose, ruffianissime. Un concentrato di stili e sentimenti che rappresenta in modo chiaro una certa parte di Stati Uniti, che si è ritrovata nel SoFi Stadium di Los Angeles (a sua volta pacchiano ed elegante, terribile e bellissimo, come la terra dello Zio Sam).

Sul fronte sportivo, quel gran figo di Joe “Cool” Burrow non ce l’ha fatta a sconfiggere i più quotati Rams, in una partita che comunque è risultata piuttosto gradevole (anche se in questi playoff ce ne sono state di moooolto meglio).

Bando alle ciance, però, e vediamo subito quali sono stati i cinque spot più scrausi della partita.

Skechers - On the Road Again

Carino/scrauso perché: c’è allegria, c’è ottimismo, c’è Willie Nelson

le First Aid Kit hanno fatto una versione deliziosa di questa canzone (come ogni cosa fatta dalle First Aid Kit)

Uno spot talmente importante che Skechers ha pensato bene di pubblicarlo ancora prima del Superbowl 2022. Si vedono persone comuni, persone COME NOI™, che prendono le loro belle scarpe firmate e iniziato ad andare in giro. Un’azione che, dopo due anni spesi tra quarantene e pandemie, ha una valenza che pare rivoluzionaria.

Questo spot non è veramente niente di che, sia chiaro. Però è ottimista, facile da capire, con una bella canzone in sottofondo. E poi arriva lui, Willie Nelson, vero patriota del country americano che a 150 anni circa va ancora alla grande. E dà al commercial quella punta di scrauso che durante un Super Bowl è necessaria.

Per completezza di informazione, va detto che Skechers si è lasciata andare con un altro spot forse ancora più scrauso, ma meno carino, con un nome che ha tutto un programma conoscendo Nelson: “Legalize“. Meh, puoi vederlo qui se vuoi.

Kia - Robo Dog

Carino/scrauso perché: c’è un cagnolino carino carino, non ha alcun senso

quindi le auto elettriche sono enormi caricabatterie di cagnolini USB-C? Interessante

Questo commercial Kia si muove un po’ sulla falsariga del commercial Samsung di Natale 2021, quello dove lo smartphone si innamora della tizia che poi riceve proprio lo stesso smartphone per Natale (il payoff, “A Natale il regalo sei tu“, meriterebbe un articolo di approfondimento a parte perché è spettacolare).

Comunque, questo spot scrauso/carino di Kia tutto sommato non ha alcun senso, e va veramente bene così. La storia d’amore tra un bel tizio che guida la sua macchina elettrica e un cagnolino USB finisce nel migliore dei modi, e tutti possiamo tirare un respiro di sollievo.

Uno spot che fa tanto Super Bowl, carino e nonsense al punto giusto.

Frito Lay - Push it

Carino/scrauso perché: perché è la tipica pubblicità da Superbowl

il riscaldamento globale porta orsi, volpi, bradipi e coccodrilli tutti nella stessa foresta. Pensaci.
Le pubblicità americane, in generale, sono sopra le righe. Ma quelle del Superbowl si superano. E in certi casi lo fanno alla grande, come nel caso di questo commercial Frito Lay.
 
Che è carino perché comunque ci sono gli animaletti, la situazione è simpatica e il messaggio è facile da comprendere. Ma è anche completamente pacchiana, esagerata, scrausa e senza senso. In una parola, uno spot 100% americano, 100% da Superbowl.
 
Non passerà alla storia, ma fa comunque il suo dovere.

NFL: Bring down the house

Carino/scrauso perché: è fatta davvero bene, si fa comprendere da tutti

anche se non conosci i giocatori, puoi capire il senso dello spot: missione compiuta

Visto che quest’anno la tecnologia è vista da praticamente tutti gli spot in accezione positiva, perché non inserire anche i videogiochi? Ed è proprio da un videogame che parte questo spot NFL, uno dei più carini di tutta la serata. Mandato peraltro in onda appena prima dello show dell’intervallo con Snoop Dogg e tutti gli altri.

Un cortometraggio animato e non che riesce a strappare un sorriso. Ovvio, se conosci i giocatori coinvolti riesci a cogliere anche l’ironia, ma la forza di uno spot così è che si fa capire anche dai non esperti.

Anche perché l’elemento pacchiano/scrauso c’è sempre (tipo la nonna), ma ci può stare tranquillamente.

McDonald's - Can I Get Uhhhhhhhhhhhh

Carino/scrauso perché: è simpatico, semplice, poco poco strambo

non sapere cosa ordinare al McDonald’s è uno dei problemi della vita moderna.

McDonald’s spara uno spot piccolino, semplice, che fa sorridere e regala un pizzico di stramberia che ci sta. La formula è semplice, l’effetto che si ottiene sembra quasi quello del mitico spot Wassup di Buddweiser.

La sensazione è che sarebbe servita una frase finale a dare un senso maggiormente compiuto al tutto (non mi chiedere quale, sono le quattro di notte, con un occhio guardo la partita e con l’altro sto scrivendo). Però anche così, tutto sommato, si regge in piedi in modo sensato.

Qual è stato il tema dominante delle pubblicità del Superbowl 2022?

Nel febbraio 2020, in quello strano periodo dove la parola COVID non esisteva, il tema era quello del rapporto con la tecnologia. L’anno scorso, invece, le parole magiche erano unità nazionale, senso di vicinanza dopo tante sofferenze. E quest’anno?

Quest’anno ci si è buttati sempre e comunque sulla tecnologia. Ma a differenza di altri anni, la visione che molti brand hanno scelto non è quella pessimistica. Quella che dice sì, sarai pure utile e bella, ma noi siamo uomini e sappiamo ancora fare un sacco di cose senza di te. Adesso il punto di vista è cambiato: la tecnologia ci serve, addirittura è amica. L’aver passato due anni chiusi in casa, praticamente dipedenti da ogni forma di innovazione avanzata (medica, chimica, videoludica, cinematografica) probabilmente ha influito. E non è un caso che molti dei commercial più complessi ed esosi (General Motors, BMW) siano stati dedicati alle auto elettriche. Ovvero, cose tecnologiche che ci aiutano a uscire fuori casa.

Com’è come non è, anche questo SuperBowl è andato, con il suo carico di ore di sonno perse e omaccioni che piangono mentre ascoltano l’inno nazionale. Un evento unico, forse anche anacronistico come concezione (sparare uno spot da 30 secondi contro una enorme platea generalista vale ancora un investimento milionario?). Ma allo stesso tempo, una liturgia laica che non manca di affascinare.

Ringrazio come sempre iSpot.tv per aver fornito gli spot praticamente in tempo reale, fanno sempre un lavoro fantastico. E adesso buonanotte, che c’ho sonno proprio.

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