Di cosa parla questo articolo?
Interrogarsi sul significato del lavoro da remoto vuol dire come minimo che si vuole rimanere al passo coi tempi.
Visto che ormai ho una certa esperienza in questo campo, vorrei cercare di chiarire qualche dubbio più che legittimo. Perché lavorare da remoto è di base una gran cosa, ma per farlo bene bisogna sapere orientarsi, almeno a grandi linee.
Cos'è il lavoro da remoto?
Lavorare da remoto vuol dire essere soli. Lontano dal capo, te la devi sbrigare tu. Da una parte, questa è una dinamica che responsabilizza. Perché se un’azienda ti dice che si aspetta da te una certa cosa a una certa data, e tu non la fai, è un grande/piccolo facclimento. Non sto dicendo che ti ritrovi tizi davanti la porta di casa pronti a menare le mani. Però se ti dimostri inaffidabile, non puoi sperare di cavartela con delle scuse e una chiacchierata a quattr’occhi. Al massimo puoi fare una telefonata, una videochiamata, o scrivere una email. E non è detto che vada bene.
Tre professionisti al meglio delle loro possibilità grazie al lavoro da remoto.
Perché si dice da remoto?
Cominciamo proprio dalla base. Dal significato delle parole. Il termine “remoto” di solito si usa in ambito informatico. Infatti, se si va a spulciare un dizionario, la definizione data è la seguente:
Remoto: si dice in riferimento a una connessione tra computer che non si trovano fisicamente nello stesso luogo: gestione di server in remoto; lavorare in remoto.
Dizionario Garzanti
E quindi, si capisce come l’elemento della distanza sia fondamentale. Tu e il tuo datore di lavoro (azienda, cliente o qualsiasi altro soggetto) non siete nelle immediate vicinanze. La parola “remoto” ti dà proprio l’idea di una cosa lontana, che non puoi raggiungere in maniera facile.

Sai che lavorare da remoto da una città dal sud è così strano che si sono dovuti inventare un’espressione apposita per spiegarlo? Quando ti riprendi da questa botta di sarcasmo, leggi l’articolo sul south working.
Come funziona il remote work?
Molte aziende lasciano una certa libertà, chiarendo solo una deadline che devi rispettare per la consegna del materiale.
Altre, però, possono essere un po’ più pressanti, ad esempio con feedback e contatti quotidiani. Dipende, insomma. Certo è che se fai un lavoro di contatto col pubblico, anche se da remoto, avrai a che fare comunque con un bel po’ di persone. E questa è una cosa che spesso passa in secondo piano.
Si pensa, cioè, che il lavoro da remoto sia quasi una scusa per essere sempre più chiusi nella propria casetta, lontani dal mondo. E da una parte può essere vero. Però dall’altra ti fa comunque conoscere colleghi e un sacco di persone. Il fatto che tu ci riesca a parlare e magari anche a instaurare un rapporto che va al di fuori dell’orario di lavoro dipende più che altro da te e da chi ti sta attorno.
L’altra cosa carina da sottolineare è l’orario. La gestione del tempo è fondamentale quando si lavora da remoto, ed è una cosa che si impara col tempo. Però non è sempre vero che se uno lavora da casa è praticamente sempre con la testa sulle sue mansioni. Anche in questo caso, cambia da caso a caso, certo. Però devi essere prima di tutto tu a darci un taglio. A evitare di rispondere a una mail alle otto di sera. A trovare la forza di dire di no a un lavoro che magari di piace, ma che ti costringerebbe a star sulla scrivania tutto il weekend, mandando all’aria i piani che già avevi fatto.
Insomma, il lavoro da casa consuma cuore, mente e schiena (se stai seduto tanto tempo) solo nella misura in cui tu lasci che ciò avvenga.
Qual è la differenza tra smart working e remote work?
Il lavoro da remoto (remote work se vuoi fare lo splendido) si riferisce alla possibilità di operare da un luogo diverso dall’ufficio tradizionale.
Lo smart working, invece, prevede modalità di lavoro flessibili che dovrebbero spingere i dipendenti a gestire meglio il loro tempo e le loro responsabilità. Può essere attuato anche all’interno dell’ufficio, con spazi condivisi e flessibili. Insomma, è una cosa un po’ più sfumata.
Con lo smart working, in molti casi, lavori per obiettivi. Hai una data e un quantitativo di roba da fare. Fallo. Non importa dove, quando, come e perché. Basta che la fai. Può essere da remoto ma anche dalla sede aziendale, in effetti.

Lasciati spiegare come lavorare da casa col PC in maniera più efficiente. Ringraziami dopo.
Il lavoro da remoto conviene alle aziende?
Potrebbe, sì. Per prima cosa, il remote work può portare a una riduzione dei costi per uffici e utenze. Migliora potenzialmente pure il reclutamento, visto che si possono contattare professionisti senza limiti geografici.
Potrebbero esserci pure meno assenteismo e una generale cultura aziendale migliore, ma dipende da caso a caso.
Alla fine, conviene lavorare così?
Non posso essere io a dirti se ti conviene lavorare da remoto o meno. Nella mia esperienza è andata e sta andando bene, ma non vuol dire che per altri sia lo stesso. Senza contare che non tutti i lavori possono essere svolti da remoto.
E sempre senza contare che non tutti hanno la voglia, la capacità o semplicemente la possibilità di non uscire di casa per buona parte della giornata.
Francesco Ursino
Da oltre dieci anni, il vostro amichevole copywriter di quartiere. Già collaboratore di Trivago, Trovaprezzi, Segugio, Fox, Selectra, piccole e medie aziende di tutta Italia.
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